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Ragoli è situato sulla sinistra orografica del fiume Sarca, ai piedi del monte Irone (1864 m s.l.m.) e all’imbocco della Val D’Algone, che costituisce il principale accesso al Parco Naturale Adamello-Brenta da sud-est. Coltura e Pez sono le due piccole frazioni che completano il Comune di Ragoli, mentre il "nucleo centrale" è a sua volta formato da quattro agglomerati: Fevri, Vic, Bolciana e Baltram. Nel secolo scorso il paese di Ragoli era noto per le sue cave ricche di marmo nero, che veniva utilizzato nella costruzione di chiese, campanili, colonne di altari, fontane, ecc. E di cui si può trovare testimonianza, oltre che nella chiesa parrocchiale di S. Faustino, anche a Padova nella chiesa di S. Nicolò, ed a Vienna nel Museo di Scienze Naturali. Importanti, a Ragoli, anche i dipinti dei Baschenis presenti nella cappella del locale cimitero, le numerose cancellate in ferro battuto e le croci di ferro issate su graniti, come da antica usanza della vicina regione lombarda. Da ricordare i villaggi di Iron e Cerana, disabitati dal 1630, quando la peste uccise tutti gli abitanti, rimasti ancora inalterati nella loro struttura urbanistica ed architettonica. Nel 1993 Ragoli è stato vivacizzato ed impreziosito da numerosi graffiti ed affreschi realizzati sulle pareti esterne di alcuni edifici per opera di un gruppo di artisti provenienti dalla Accademia delle Belle Arti di Brera. I soggetti delle opere si riferiscono alla storia ed alle tradizioni della gente di Ragoli, in particolare sono stati affrescati i temi del lavoro dei fabbri nelle fucine e quelli dell'estrazione del marmo nero. Con la tecnica a graffito invece sono stati realizzati i temi del lavoro contadino, delle lavandaie alle fontane, della lavorazione della canapa e la storia del baco da seta.
Proloco di Ragoli
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